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Riprendere la strada… selvaggiamente… gioiosamente

mercoledì 25 novembre 2009

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Una settimana fa, di nuovo, una cinquantina di persone ha preso la strada ad Anderlecht [quartiere popolare di Bruxelles, NdT] ed ha fatto un bel casino. Si tratta di momenti, brevi ma gioiosi, in cui si superano i sentimenti di impotenza di fronte allo sbando di questo mondo. In cui abbiamo l’iniziativa. Sono momenti che possiamo moltiplicare, dappertutto, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, la rabbia dentro al cuore e l’amore intorno.

Un grande striscione annuncia la buona notizia: FUOCO ALLE PRIGIONI; si accendono fumogeni e fuochi s’artificio, i volantini passano di mano in mano, risuona qualcos’altro: partire dalle rivolte dentro le prigioni per estenderle fin qui, nei nostri quartieri, dove scoppia il delirio contro gli sbirri, dove la tensione regnante ha la meglio sulla pace sociale che cercano di venderci. Restano tracce sul tragitto. Saltano i vetri di una macchina della Carlson Wagonlit, la fottuta agenzia di viaggi che organizza anche le espulsioni, salta anche qualche finestra degli uffici della SNCB [le ferrovie belghe, NdT], sempre pronta a dar manforte a sbirri e controllori per arrestare quelli che scappano dalla polizia, con o senza documenti. I giornalistacci della televisione nazionale, le lingue del potere, si prendono un fumogeno sotto la macchina.

Molto più di un mordi e fuggi che sparisce subito, questi momenti fanno parte di una tensione sociale che è visibile, in certi quartieri, da qualche tempo.

Due volte, in questi ultimi due mesi, dei commissariati sono stati assaltati da grossi gruppi di persone. A inizio ottobre a Marolles [sempre a Bruxelles, durante il No Border Camp, NdT] le vetrine partono in frantumi, le loro macchine sono danneggiate e due sbirri si beccano delle pietrate. In piazza Albert, a inizio novembre, qualcuno lancia delle molotov contro gli sbirri, alcune macchine bruciano. Due giorni dopo sono gli edifici della Polizia Federale ad essere presi di mira. Nel cuore del loro quartiere diplomatico istituzionale europeo di merda. Vetri spaccati, muri anneriti dalla fuliggine, un ordigno incendiario lascia i segni.

Non vogliamo fare qui l’elogio della pura violenza, essa non è che un mezzo fra molti altri, che esprime il fatto che alcuni non vogliono più subire le violenze dello Stato. Ronde di sbirri dappertutto, arresti, pestaggi, centri di detenzione, espulsioni, licenziamenti, prigioni, sbirri di quartiere, tutte ragioni per rivoltarsi.

CONTRO IL DOMINIO, PER RISPONDERE ALLA NOSTRA SETE DI LIBERTA’.

http://non-fides.fr/?Reprendre-la-rue-sauvagement

http://non-fides.fr/IMG/pdf/tract_anderlecht.pdf